Descrizione
Nella tradizione dell’erboristica occulta e del folklore legato alla necromanzia, vengono utilizzate piante, resine e fiori che simbolicamente o vibrazionalmente sono connessi al regno dei morti, al passaggio tra i mondi e alla comunicazione con l’oltretomba.
Ecco gli elementi più significativi associati a queste pratiche:
Erbe e Radici
* Tasso: Spesso chiamato “l’albero dei morti”, è piantato nei cimiteri europei da secoli. Si ritiene che le sue radici scendano fino alla bocca dei defunti per ascoltarne i segreti.
* Mandragora: La sua radice antropomorfa è centrale in molti riti di evocazione. Viene usata per dare una “base materiale” agli spiriti e per facilitare il contatto con le entrate del sottomondo.
* Assenzio: Utilizzato tradizionalmente per chiamare gli spiriti e aiutarli a manifestarsi durante le sedute o le divinazioni.
* Verbasco: Conosciuto in passato come “candela del morto”, le sue foglie venivano spesso immerse nel grasso e bruciate come torce durante i riti notturni nei luoghi di sepoltura.
Resine
* Mirra: Utilizzata sin dall’antico Egitto per l’imbalsamazione, è la resina per eccellenza per onorare i defunti e creare un ponte tra il piano fisico e quello spirituale.
* Incenso Nero: Spesso una miscela di olibano e polvere di carbone, viene bruciato per creare un’atmosfera densa e solenne, adatta al richiamo delle ombre.
* Storace: Una resina dall’odore profondo e scuro, impiegata per favorire la trance profonda necessaria per ascoltare le voci dell’aldilà.
Fiori
* Asfodelo: Secondo la mitologia greca, questo fiore ricopre i prati dell’oltretomba (i Campi di Asfodelo) dove risiedono le anime comuni. È il fiore del ricordo e del passaggio.
* Crisantemo: Universalmente associato alla morte e al lutto, viene usato per onorare gli antenati e stabilire un legame di rispetto con chi non c’è più.
* Papavero: Legato al sonno eterno e all’oblio, è utilizzato per facilitare gli stati alterati di coscienza e per calmare gli spiriti inquieti.
Nota di cautela
Molte delle piante citate (come il Tasso o la Mandragora) sono estremamente tossiche o velenose. Nella pratica moderna, si predilige l’uso simbolico o l’utilizzo di incensi che ne richiamino la vibrazione senza comportare rischi per la salute.






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